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L’approfondimento. La serie del Barlume di Marco Malvaldi, dalla carta stampata alla fiction televisiva

approfondimento

Oggi dedichiamo questo spazio della nostra rubrica L’approfondimento all’analisi di quel fenomeno che porta un libro a diventare pellicola e, di conseguenza, immagini. Romanzi che sono stati trasformati in films o, come nel caso di oggi, in fictions. E vogliamo parlare in particolare della serie del Barlume (composta da sette romanzi) del talentuoso Marco Malvaldi. Che è stata trasformata nella fiction televisiva I delitti del Barlume. Sei films televisivi trasmessi nel 2013 su Sky Cinema. Con il bravo Filippo Timi, già conosciuto nel fortunato Saturno contro di Ferzan Özpetek, qui nel ruolo del protagonista Massimo Viviani. E con la partecipazione, nel ruolo di comparse, di tutta la cittadinanza di Marciana Marina, sull’isola d’Elba, trasformata in set televisivo per diversi mesi.
marcomalvaldiAncora due parole sulla trama prima di lasciare spazio alla penna di Mario G. Rossi con il suo approfondimento.
Massimo Viviani è un barista toscano dal carattere scontroso. Divorziato da poco si ritrova a indagare su alcuni misteriosi delitti avvenuti nella sua cittadina. Coprotagonisti sono quattro arzilli vecchietti, avventori fissi del suo bar, che lo aiutano a trovare spunti per le sue investigazioni.

I delitti del Barlume, approfondimento a cura di Mario G. Rossi

trilogiadelbarlumeHo trovato la riduzione televisiva tratta dai godibilissimi romanzi di Marco Malvaldi, a mio avviso, troppo semplicistica e non proprio attinente per ciò che riguarda i personaggi.
Il protagonista, Massimo Viviani, di viva intelligenza, laureato e barista per scelta di vita. A differenza del personaggio descritto dall’autore, giovanotto analitico e deduttivo, viene traslato nella fiction come personaggio, sì deduttivo nell’analisi dei crimini, ma molto adolescenziale nella vita quotidiana e nei rapporti con l’altro sesso.
I quattro protagonisti, i vecchietti presenti in ogni occasione, sono stravolti. In particolare la figura del nonno, che nella serie diventa lo zio e che viene poi fatto morire. Gran peccato perché nei romanzi è una figura decisamente incisiva di gran toscanaccio.
Le vicende sono semplici. I reati sono seguiti da una signora commissario, letterariamente molto piacevole ma televisivamente non convincente e arruffona.
E per concludere mi permetto di segnalare Aria di chiuso, un altro romanzo dell’ottimo Marco Malvaldi.