IL SALOTTO

Da self publishing a Rizzoli Editore: Daisy Raisi e il suo romanzo Un amore di sorpresa, la realizzazione di un sogno

Bentornati di nuovo nel mio Salotto quest’oggi per accogliere una scrittrice che ha un po’ realizzato il sogno che coltivano tantissimi autori esordienti autopubblicati, quello di vedere uno dei suoi libri pubblicato in self entrare a far parte del catalogo di un grande editore. E non stiamo parlando di un editore qualunque ma di Rizzoli Editore che nella sua collana You Feel annovera anche il romanzo Un amore di sorpresa di Daisy Raisi, che oggi siede proprio sul mio divano. Per parlare del suo libro, della sua avventura con Rizzoli e sopratutto per parlarci di se stessa.
Ha cominciato a scrivere a soli otto anni, si dichiara una lettrice compulsiva, ha partecipato a numerosi concorsi e attualmente ha all’attivo, sotto nomi differenti, sei libri pubblicati in self publishing, una silloge poetica e molti inediti. Nel 2016 è entrata nella collana digitale You Feel per i tipi della Rizzoli Editore con il romanzo Un amore di sorpresa che aveva già pubblicato in self nel 2015.
Io sono ansiosa di scoprire qualcosa di più su questa autrice e, sono certa che lo sarà anche il mio pubblico. Per cui ancora qualche riga che dedico alla sinossi di Un amore di sorpresa e poi lascio la parola a Daisy Raisi.

Samuel, ex frontman di una band inglese di successo, e Caterina, editor e aspirante scrittrice italiana, hanno avuto un solo vero incontro prima che lui imboccasse la strada dell’autodistruzione, in seguito alla separazione dalla moglie. Travolto dai problemi personali, Samuel vede la sua carriera declinare e non ha più modo di rivedere Caterina, che nonostante la brevità dell’incontro non è mai riuscito a dimenticare. Lo stesso vale per Caterina che serba intatto il ricordo di quel breve intensissimo incontro. Otto anni dopo si ritrovano grazie a Internet, ma insidie, nemici e un passato maledetto rischiano di dividerli per sempre.

Come prima cosa ringrazio Daisy Raisi per aver accettato il mio invito nel mio Salotto. E ora comincerei subito con una domanda di rito. Quando e perché hai cominciato a scrivere?
All’età di otto anni, in una giornata piovosa di marzo, componendo una breve poesia. Il perché non saprei dirlo. Ho sempre amato leggere, però.

Il tuo romanzo Un amore di sorpresa nasce come autopubblicazione nel 2015 (con un altro tiolo, n.d.r.) e nel 2016 entra a far parte della scuderia Rizzoli. Raccontaci un po’ della tua emozione alla notizia e, sono certa che i lettori sono curiosi di sapere, come si è svolta la trasformazione da self publishing a Rizzoli You Feel?
Sapevo da tempo che la Rizzoli era in cerca di autori e autrici per la sua collana digitale You Feel. Non ero molto convinta, però, che il mio libro fosse adatto, ma poi su consiglio di un’autrice che l’aveva già letto, Luisa Mazzocchi, l’ho inviato e la risposta è stata subito positiva. La verità? Lì per lì ero incredula. A dire il vero, non ci ho creduto finché non l’ho visto on line. La gioia è stata enorme. La realizzazione di un sogno.

Al tuo attivo hai altri romanzi pubblicati in self. Secondo te per quale motivo proprio Un amore di sorpresa ha avuto questa sorte? quali elementi contiene per essere diventato il prescelto?
Prima di allora non avevo mai sottoposto nessuno dei miei self al giudizio di un editore.

Parliamo della tua scrittura. Come scrive Daisy Raisi? arriva l’idea e prende appunti poi traduce in trama? si organizza uno schema? oppure scrive di getto?
Scrivo di getto. Non prendo appunti. Non utilizzo scalette. La trama si crea e spesso si modifica da sola, nella mia testa.

E quando scrive Daisy Raisi? di giorno? di notte? nei ritagli di tempo? oppure si impone un tempo durante la giornata per la scrittura?
Quando ho tempo e, in genere, con costanza. Ogni giorno qualche pagina. La scrittura è gioia, ma anche esercizio, disciplina e, nella fase di revisione del testo, sacrificio.

Ti è mai capitato di avere un momento di crisi creativa oppure, come la definirei io, organizzativa durante la stesura di uno dei tuoi romanzi? ad esempio arrivare a un punto e dire: mi sono incartata, da qui non ne esco. Se sì come l’hai superata? e se ti è capitato, hai mai abbandonato la stesura di una trama? magari anche con l’intento di riprenderla forse in un futuro?
Se crisi c’è stata, non è durata più di qualche ora. Anzi, da qualche anno a questa parte, ho il problema opposto. Non riesco a smettere di scrivere.

Vista la tua esperienza da self publishing a publicazione con editore dai un consiglio agli aspiranti scrittori che hanno il famoso romanzo nel cassetto. Come provare a realizzare il proprio sogno di pubblicazione? e magari riuscire ad arrivare a un nome editoriale di rilievo come è accaduto a te.
Ci sono grandi editori che accettano manoscritti. Basta fare una ricerca in rete, facendosi un po’ un’idea della linea editoriale delle varie case editrici. Inutile inviare un romanzo d’amore a un editore che pubblica saggi e poesie. Consiglio di curare bene forma e i contenuti, prima dell’invio, e poi di insistere, di non scoraggiarsi al primo rifiuto. Se non ci si sente pronti per un grande editore, meglio guardarsi bene intorno fra quelli piccoli e medi e, possibilmente, evitare la pubblicazione a pagamento.

E ora passerei a Daisy lettrice. Sei onnivora? oppure prediligi un genere? ebook? oppure cartaceo?
Sono onnivora. Preferisco gli ebook, ma solo per una questione di comodità e da quando ho acquistato un ereader.

Un libro che hai letto e che rileggeresti più e più volte. E un libro, se esiste, che ti fa pensare: se lo avessi saputo evitavo di perdere tempo. Oppure che hai abbandonato senza mai più avere la tentazione di finirlo.
Un giorno di David Nicholls è un libro che ho riletto più volte e che non mi stancherei mai di leggere. Non rileggerei invece Leielui di Andrea De Carlo. Non ne ho apprezzato né lo stile né la trama.

E ora la mia curiosità personale. Durante la stesura di un romanzo: sottofondo musicale sì o no? e se sì cosa ascolti?
Adoro la musica e l’ascolto spesso e volentieri, ma non quando scrivo. Preferisco il silenzio.

E siamo giunti alla conclusione anche con questa intervista. Anche se, in tutta sincerità, di domande ne avrei ancora tante per cui se ti fa piacere rinnovo anche a te l’invito per un altro incontro qui nel mio salotto. E ora la domanda di rito. Progetti per il futuro?

Ho inviato due libri a due editori diversi. Hanno cominciato a leggerli e attualmente sono in attesa di una risposta. Uno l’ho ultimato al novembre. L’altro alla fine di marzo. Ora sto già scrivendo una storia ambientata nella Firenze degli anni Novanta e avrei in mente anche la trama di una specie di thriller, ma non vorrei esagerare. Come ho accennato prima, da qualche anno a questa parte, scrivo quasi ininterrottamente. Spero che qualcuno mi fermi. Scherzo! Per me è sempre una gioia immensa creare nuove storie. Mi auguro di non smettere mai. Grazie per questa interessante intervista. È stato un vero piacere. Tornerò a trovarti presto.

Grazie a te Daisy Raisi per aver accettato il mio invito e ti aspetto volentieri per un’altra bella chiacchierata, magari per parlare di una tua nuova pubblicazione futura. E, ahimé, devo salutare anche i miei lettori dando appuntamento alla prossima intervista sul mio divano nel mio Salotto.